DOMENICA 24 MAGGIO - ORE 21:00

CHIESA PARROCCHIALE DI GRIGNASCO

Evento realizzato in collaborazione con il Comune di Grignasco, Associazione Punto Arte Onlus, Parrocchia dell'Assunta, Taverna Dal Barton e Pro Loco di Grignasco 

ACCORDONE & CANTORES MUNDI


ACCORDONE

Guido Morini, organo e direzione

Mara Galassi, arpa

Cristina Vidoni, violoncello

Davide Nava, contrabbasso

Roberta Pregliasco, trombone

Elena Bianchi, fagotto


IL SENSO DELL'ORDINE | Installazione di Gianfranco Tassi

CANTORES MUNDI

Dir. Mara Colombo


Solisti: 

Elisabetta De Mircovich, Claudia Caffagni e Marco Beasley


Valerio Pancera, voce recitante

Autori delle luci: Carlo Villa e Massimiliano Giavazzi



Concerto in memoria del M° Giovanni Cacciami

VIVIFICE SPIRITUS VITAE VIS

ORATORIO PER CORO, SOLI, ORGANO E BASSO CONTINUO DI GUIDO MORINI


È il primo capitolo di “Servabo”, una trilogia dedicata alle figure della Trinità: in un’epoca in cui il bisogno di affrancarsi da una visione materialistica della vita viene generalmente sedato da una frenesia che consuma cose e persone mi è sembrato opportuno richiamare l’attenzione sulle nostre radici spirituali. I testi, interamente tratti dall’Antico Testamento, sono stati scelti per la loro universalità e forza poetica, in modo da essere goduti indipendentemente dalle proprie convinzioni etiche o religiose: vi si descrive la presenza, il soffio vitale, l’azione dello Spirito nella vita del singolo e in quella della comunità. La musica - per tre solisti, coro, organo e continuo - è strutturata in tre parti e tredici capitoli con un proemio e un intermedio di canto Gregoriano. Ho utilizzato differenti tecniche compositive, tutte tipiche del periodo compreso tra il XVI e la prima metà del XVIII secolo, prestando estrema attenzione al rapporto tra musica e testo.

Il risultato finale è assolutamente “contemporaneo” ma il contesto sonoro “tradizionale” agevola la comprensione e la partecipazione dell’ascoltatore. La musica è costruita integralmente con tecniche compositive del passato: come un costruttore che decida di utilizzare solo legno e pietra invece che ricorrere all’acciaio e al cemento armato per erigere la sua dimora, così ho operato nello scrivere i miei lavori. I linguaggi utilizzati sono strumenti duttili e raffinati, attraverso i quali è possibile far rivivere situazioni ed emozioni le più diverse.

La comprensibilità dei linguaggi utilizzati permette all’ascoltatore di immergersi naturalmente negli eventi, scelta che mette ancor più in evidenza la modernità della concezione generale: non c’è alcuna intenzione di ricostruire in modo rigoroso e filologico un’opera antica. C’è invece molto amore per la musica e i maestri del passato, convinto come sono che oggi più che mai sia necessario esplorare con rinnovata lena il giardino dei nostri antenati perché lì si trovano, seminascoste, le chiavi del futuro. ACCORDONE si ispira ai valori, alla poetica e alle capacità del musicista antico: proprio come accadeva nelle cappelle musicali secoli or sono, affianchiamo all'interpretazione della letteratura del passato la composizione di nuove musiche, creando un nuovo repertorio destinato alla nostra attività concertistica.

Ci impegniamo a coniugare l’eredità culturale del Rinascimento e del Barocco con il presente: questo significa operare in un contesto moderno, sintonizzati con la sensibilità dell’uomo d’oggi utilizzando però materie prime e tecniche direttamente dedotte dai grandi maestri del passato, spaziando tra la polifonia fiamminga e Bach. L’immensa varietà di soluzioni possibili e la grande libertà che ne consegue non va però confusa con l’arbitrio indiscriminato teso a rivendicare la propria unicità e originalità ad ogni costo: noi difendiamo la forza dell’identità nella tradizione, certi che la modernità di una qualsiasi espressione artistica non implichi il rifiuto del passato né la sterile ricerca del “nuovo” a tutti i costi. Alla Cappella Musicale della Cattedrale di Lodi sono debitore dell’incoraggiamento e dello sprone fornitomi: senza il loro appoggio il Vivifice non sarebbe mai stato scritto.


Guido Morini


Vivifice Spiritus Vitae Vis. Da sempre la realtà dello Spirito santo, ritenuta nella fede cristiana la seconda Persona della Trinità divina, sfugge a ogni individuazione particolare. Lo Spirito “soffia” invisibile, ma pur pervade ogni cuore in cui costruisce e ritrova la sua dimora, appunto il tempio dello Spirito santo. Alcuni scrittori dell’antichità cristiana, per togliere qualche velo dal mistero e renderlo meno inaccessibile e scandaloso, si sono avvicinati alla Trinità con l’immagine della rosa: le radici sotto terra da cui tutto nasce sono il Padre; l’albero della rosa con i suoi rami e i fiori ben visibili e tangibili sono il Figlio. Lo Spirito santo è il profumo che si diffonde inarrestabile, tutto pervade lasciando una traccia d’aroma suggestivo e invisibile. Nonostante tutti i mezzi comunicativi e le tecniche d’avanguardia in ogni settore, non è facile neppure oggi immaginare e delineare questa presenza-assenza dello Spirito che attraversa i tempi e i territori del consorzio umano, e con il suo soffio desta alla vita. Poeti, musici, architetti, artisti di carriera e ingenui principianti si cimentano da sempre nel tentativo di dare un corpo (iconografico, sonoro, verbale) all’Ineffabile e Invisibile. Più che riempire qualcosa, ci si ritrova svuotati di tutto. Perché è nello spazio illimitato del cuore che risuona il silenzio della Voce, che rifulge lo splendore dell’Invisibile, che si tocca con l’uno e l’altro senso il roveto ardente della Presenza. A questo punto una cosa è chiara. Colui che non si può rappresentare può tuttavia essere “presentato”, nel senso che può essere quasi costretto a rendersi presente: dal gemito dei lattanti, dall’urlo dei giusti sacrificati nell’assassinio, dal grido senza parole dell’adorazione, dal silenzio risonante dell’amore... L’oratorio “Vivifice Spiritus Vitae Vis” non è semplicemente un pezzo musicale da eseguire con un nutrito apparato di protagonisti vocali. È qualcosa di più, trascende l’evento culturale. È un momento di culto, di resa incondizionata dell’uomo che sente l’invito del Padre a mettersi alla sequela del Figlio crocefisso e risorto. Sotto la guida dello Spirito. Lo Spirito che più volte è stato avvertito presente e protagonista di momenti epocali: dalla creazione al deserto, dal Golgotha all’Ascensione del risorto alla destra del Padre. L’autore s’affaccia su questi scenari cosmici e riesce a penetrare nelle diverse situazioni che s’illuminano nella meditazione - ruminazione dei testi biblici e liturgici scelti da Ettore Garioni e armonizzati in un fruttuoso dialogo. Il compositore di musica e l’esperto di testi hanno scritto, ciascuno, la propria parte. Non sono, tuttavia, gli unici protagonisti attivi nella produzione dell’oratorio. Quest’opera nasce all’interno di una comunità che da anni, sotto la guida sapiente di don Piero Panzetti, è alla ricerca di D-i-o. In un itinerario che privilegia il canto nella sua essenzialità, senza trascurare gli aspetti sonori e timbrici che contraddistinguono ormai la Cappella Musicale della Cattedrale di Lodi. In tale contesto si trova a operare il musicista che vive nel presente e, proprio per questo fatto, riesce a rendersi contemporaneo sia dell’uomo agli albori della storia sia dei profeti d’Israele, sia ancora dei Santi della Chiesa di Cristo e dei martiri dei nostri giorni. Da quest’esperienza trae suggestioni per condividere con tutti noi - non più ascoltatori, ma reali partecipi al suo stesso cammino “spirituale” - le peripezie dell’incontro/scontro con D-i-o: la sorpresa e lo smarrimento, la scoperta del proprio nulla e la coscienza dell’onnipotenza dell’amore. Ogni momento del racconto - una confessione “agostiniana” che la Chiesa rinnova ogni anno nel ciclo delle celebrazioni liturgiche - trova un’adeguata espressione grazie al calibrato intervento musicale costruito dalle mani esperte di un artigiano. Egli ha tracciato l’itinerario che percorreranno i solisti e il coro in dialogo con l’organo. Nova et vetera plasmano insieme un linguaggio vocale che fa tesoro della tradizione e accoglie i suggerimenti di un’avanguardia prudente e rispettosa. Forme e stili diversi s’intrecciano, supportati da un caleidoscopio di timbri che si rincorrono e mutano di spessore senza mai prevaricare, con l’intento di giungere alla sinfonia finale. Essa trova la sua più compiuta realizzazione nella sequenza Veni sancte Spiritus. Quando la professione di fede, sugellata dall’Amen, sfocia nell’Alleluia proclamato sette volte in un crescendo inarrestabile. Si rivela qui la totale adesione alla Parola. Adesione del coro al testo, reso plastico dalla linea melodica. Adesione di tutti alla Parola che il testo sempre nasconde e rivela nel momento in cui non siamo più noi che leggiamo e ascoltiamo, ma è lo Spirito che suggerisce e illumina. Vivifice Spiritus Vitae Vis.

Giacomo Baroffio



Guido Morini

Nato a Milano nel 1959, organista, clavicembalista e compositore, ha intrapreso fin da giovanissimo la carriera concertistica dedicandosi in particolare alla musica barocca. Virtuoso di organo e clavicembalo, esperto nella pratica dell’improvvisazione, ha collaborato con i migliori musicisti europei e ha inciso oltre ottanta dischi per le più importanti etichette, molti dei quali premiati dalla critica internazionale (Diapason d’Or, 10Repertoire, 5Goldberg, Choc de la Musique). Nel 1984 ha fondato con il tenore Marco Beasley e il liutista Stefano Rocco ACCORDONE, ensemble con cui sperimenta nuove strade interpretative per la musica italiana del XVII e XVIII secolo e con cui è regolarmente presente nei cartelloni dei maggiori festival e delle sale da concerto più importanti del mondo. Eclettico di natura, persegue l’allargamento delle competenze sul modello dei musicisti antichi, mai rinchiusi in un unico ruolo: egli affianca all’attività concertistica quella di compositore,   coniugando così l’eredità culturale del Rinascimento e del Barocco con il presente. “Una Odissea” (2002, NBElive), “Vivifice Spiritus Vitae Vis” (2005, CYPRES), “Una Iliade” (2009, NBElive), “PASSIO” (2012), “Solve et Coagula” (2014, ALPHA) sono alcune fra le sue composizioni più significative, eseguite in diversi paesi europei e trasmesse dalle principali stazioni radiofoniche.



CANTORES MUNDI

Creati dalla volontà del M° Mino Bordignon, si formano a Borgosesia riunendo gruppi amatoriali disponibili a sperimentare nuove direzioni di studio tra il 1960 ed il 1963, attraverso un lungo lavoro di perfezionamento vocale e musicale. Nati come coro per voci virili a cappella, affrontano gradualmente il mondo polifonico internazionale esplorando modalità interpretative di epoche e culture musicali diverse e sperimentando tutte le possibilità espressive della voce umana con esiti ampiamente riconosciuti dalla critica e dal pubblico e con il sostegno determinante e fraterno di Francesco Ilorini Mo, titolare delle Lanerie Agnona. Vincitori dei V° Rencontres Internationales di Montreaux nel 1968, tengono concerti al Circolo della Stampa di Milano, al Piccolo Teatro di Milano, al Palazzo dei Congressi di Stresa, a Palazzo Madama e al Teatro Regio di Torino, incidendo per la Ariston il disco “L’arte corale dei Cantores Mundi”, più volte ristampato, ed esibendosi per la Televisione Svizzera. Nascono nuovi stimoli e dal 1981 il coro apre al mondo femminile, debuttando con la nuova formazione mista nel 1983 con le Six Chansons di P. Hindemith, per dedicarsi poi alle grandi composizioni polifoniche come  la Missa Papae Marcelli di P.L. da Palestrina, i Responsori del Sabato Santo di G. da Venosa, il Requiem di F. Cavalli, i Mottetti di J.S. Bach, il Requiem di L. Cherubini, lo Stabat Mater di G. Rossini, i Liebeslieder di Brahms, fino a brani di Schoemberg, Petrassi e Dallapiccola. La rigorosa professionalità e la qualità del repertorio e delle esecuzioni aprono ai Cantores Mundi le porte della Rai e della Televisione Italiana e di prestigiose sale da concerto come la Sala Grande del Conservatorio G. Verdi  ed il Piccolo Teatro di Milano in occasione dell’incontro tra i capi di stato della CEE.  Avviano collaborazioni con le stagioni dei Pomeriggi Musicali di Milano e con Settembre Musica per l’Unione Musicale di Torino, partecipano ai Rencontres Internationales de Chant Choral di Tolosa in rappresentanza dell’Italia su invito del Ministero della Cultura francese, presenziando a importanti convegni internazionali di medicina a Pisa e a Sant’Antonio di Ranverso. Intorno al 1990 i Cantores si rivolgono al patrimonio sinfonico-corale in collaborazione con orchestre e solisti e debuttano con il Requiem di W.A. Mozart con l’orchestra di Ivrea. Nel 1999  registrano il cd “Musiche per l’anno 2000” con l’orchestra della Compagnia d’Opera Italiana di Torino interpretando il “Requiem” di Cherubini e la “Lauda per la Natività del Signore” di O. Respighi. Dal 2004 iniziano a coordinare l’attività con l’associazione “Un Coro per Milano” eseguendo i Lieders di Brahms in occasione della riapertura del Teatro alla Scala di Milano,  proponendo poi  la “Missa in Tempore Belli” di Haydn, lo “Stabat Mater” di Schubert,  il “Der Messiah” nella versione trascritta da Mozart del “Messia” di Haendel, ottenendo lusinghieri giudizi dalla critica musicale al Teatro Dal Verme di Milano, quando, insieme al complesso del “Coro per Milano” partecipano alla prima mondiale dello “Scylock” di Aldo Finzi, trasposizione in musica del “Mercante di Venezia” di W. Shakespeare, con l’orchestra di Radio Mosca. Nel 2009 Mino Bordignon viene a mancare ma la sua ininterrotta opera con i Cantores Mundi prosegue sotto la direzione del maestro Franco Caccia suo collaboratore da diversi anni fino al 2014, quando, esaurita questa esperienza, i Cantores affidano il loro futuro nelle mani di Mara Colombo, cresciuta con il coro fin dalle origini delle sezioni femminili. Il suo ritorno, dopo l’esperienza pluriennale con l’ensemble vocale Triacamusicale e la creazione del Festival Internazionale  di Musica Antica Gaudete! assicura la continuità di un progetto musicale che dura da oltre mezzo secolo e che ha coinvolto nella sua evoluzione generazioni di coristi di ogni estrazione sociale  e culturale solo sulla base dell’adesione spontanea e alla volontà di crescere insieme.

Elisabetta de Mircovich

è nata a Trieste nel 1966. Con diversi gruppi di musica medievale e rinascimentale ha iniziato prestissimo l’attività concertistica come cantante e suonatrice di strumenti ad arco, flauti e strumenti ad ancia. Nella sua città ha svolto gli studi classici e musicali. Nel 1989 si è diplomata in violoncello con lode presso il Conservatorio di Trieste sotto la guida del M° Libero Lana, perfezionandosi in seguito con il M° Mario Brunello. Premiata in diversi concorsi per giovani interpreti, ha svolto attività concertistica con il violoncello moderno e barocco in varie formazioni cameristiche, e a volte ne svolge tuttora. Ha studiato canto e vocalità antica con Andrea von Ramm, Hans Ludwig Hirsch e Elisabetta Tandura. Si è esibita, per quanto riguarda il repertorio barocco, sotto la direzione del M° Alan Curtis, (“Il ritorno di Ulisse in Patria” di Claudio Monteverdi al Semper Oper di Dresda, 1993), e ha collaborato con ensemble quali I Sonatori de la Gioiosa Marca, cantando ne “La morte del cor penitente” di Giovanni Legrenzi in concerti, registrazioni radiofoniche e discografiche. In qualità di cantante solista collabora con Accordone e con questo gruppo ha inciso recentemente per l’etichetta Cypresse un Cd di musiche composte da Guido Morini. Nell’ambito dello studio del repertorio medievale, un itinerario così ricco di scoperte musicali ma non solo, è stato di fondamentale arricchimento l’incontro con l’Ensemble Sequentia di Colonia, con cui ha collaborato in due registrazioni discografiche. All’interno della Reverdie svolge le mansioni di viellista, autista, arrangiatrice, cantante fumatrice, moderatrice in eventuali sanguinose discussioni che pure avvengono in un gruppo che si ama svisceratamente. Per saper rispondere alla ricorrente domanda dei giornalisti: “Ma lei si sente attuale anche facendo questo mestiere?”, o forse per insaziabilità musicale, non ha dimenticato e continua ad amare di nascosto il repertorio classico e romantico, insegna vocalità, musica d’insieme e violoncello ed è membro di una rock-band nostalgico/sperimentale.




Claudia Caffagni 

è nata a Bologna nel 1966. Ha iniziato a suonare il flauto dolce in tenera età  e a tredici anni ha iniziato a suonare il liuto, sotto la guida del padre Mirco. Ha iniziato a studiare stabilmente prima con Federico Marincola, poi con Jacob Lindberg, con il quale si è diplomata in “Lute performing” al Royal College of Music di Londra nel 1989, e infine con Hopkinson Smith presso la Schola Cantorum Basiliensis. Già dal 1984 - con la fondazione di una prima versione dell’ensemble la Reverdie insieme a Ella de Mircovich e a un amico liutista - ha iniziato a spingere la propria ricerca musicale oltre i confini del Rinascimento (repertorio in cui l’ha vista esibirsi anche in concerti solistici) verso l’affascinante mondo della musica medievale. Da allora la sua storia ha seguito le vicende del gruppo che l’hanno portata a dedicarsi al liuto medievale, a studiare canto (con Elisabetta Tandura) e a suonare il salterio. Coinvolta con passione nella ricerca musicologica, dedica sempre maggiore impegno all’attività didattica: insegna Prassi esecutiva della musica antica al Conservatorio di Musica “G. Tartini” di Trieste, tiene un corso di Musica medievale presso l’Accademia Internazionale della Musica di Milano, è responsabile del Laboratorio didattico permanente di Musica Sacra Medievale – Alia musica di Parma, insegna Notazione medievale e liuto medievale alla Staatliche Hochschule für Musik di Trossingen ed è docente, assieme alla sorella, ai Corsi Internazionali di Musica Antica di Urbino. Collabora come cantante solista con Accordone con il quale ha inciso recentemete “Vivifice Spiritus Vitae Vis” per soli, coro, organo e basso continuo, composto da Guido Morini, sotto la direzione di Geert Hendrix, per l’etichetta Cypres. Agli studi e all’attività musicale ha affiancato, dopo gli studi classici, la laurea cum laude in Architettura presso l’Istituto Universitario di Architettura di Venezia, con una tesi di laurea interdisciplinare dal titolo “Il temperamento in musica e in architettura: la Schola Riccatiana” (pubblicata nel volume “Le architetture di Orfeo”, Lugano-Milano, Fidia Edizioni d’Arte, 2011); collabora successivamente con lo stesso Istituto Universitario come correlatrice di tesi di laurea su temi interdisciplinari tra musica e architettura.




Marco Beasley

Si dedica da anni all’approfon-dimento delle relazioni tra il teatro, la musica colta e quella di matrice popolare; ha collaborato con teatri ed istituzioni di fama mondiale e ha al suo attivo numerose registrazioni discografiche e radiofoniche. Frutto di questa esperienza è stata, insieme a Guido Morini e Stefano Rocco, la fondazione di Accordone, una formazione composta da musicisti provenienti da diverse esperienze ma attenti sia alla prassi filologica sia ad un rapporto vivo con la spettacolarità legata ai vari testi musicali. In veste di co-autore insieme a Guido Morini ha prodotto gli spettacoli Lo Tasso napolitano (1991), Il salotto napolitano (1992), Vox clamans in solitudine (1995), Anima di mare (1996), Il sogno d’Orfeo (1999). In tutti i programmi l’improvvisazione ha un ruolo fondamentale: vivifica l’ossatura teatrale e crea un tessuto sonoro da cui nascono e si alimentano i brani musicali, donando loro slancio e motivazioni profonde.




MARA COLOMBO

Conseguito il compimento medio di pianoforte, composizione e canto (vocalità rinascimentale e barocca con Claudine Ansermet - Scuola di Musica di Milano diretta da Emilia Fadini), si diploma in direzione di Coro presso la Civica Scuola di Musica di Milano e in Polifonia Rinascimentale con il Prof. Diego Fratelli nel 2009 presso l’Accademia Internazionale della Musica di Milano. Ha diretto cori di formazione mista, voci bianche e a voci pari, professionali e amatoriali nell’arco di trent’anni di attività corale. Ha intrapreso lo studio della viola da gamba inizialmente con il M° Rodney Prada e attualmente studia con Noelia Reverte Reche. Ha frequentato numerosi corsi e laboratori di analisi della prassi esecutiva antica, masterclass dedicate alla voce solista e all’ensemble madrigalistico in Italia e all’estero; ha collaborato alla realizzazione di alcune produzioni discografiche di musica antica per etichette discografiche del settore. Dal 1995 è Direttore artistico e fondatore  dell’Associazione Triacamusicale con sede al Sacro Monte di Varallo (VC); l’Associazione promuove attività concertistica unitamente a corsi, stage di musica antica e attività didattica per i ragazzi. Dal 2008 è direttore artistico del Festival Internazionale di Musica Antica Gaudete! promosso da Triacamusicale programmando concerti, masterclass, seminari e conferenze, mostre, workshop e corsi di alta specializzazione nell’ambito della Musica Antica. Dal 2013  è docente qualificato per l’Associazione Cantascuola  di Torino nell’Istituto Comprensivo  di Quarona (VC) per il Progetto CANTATUTTI che promuove la coralità nelle scuole del Piemonte. Unisce all’attività concertistica quella didattica in campo vocale, concertazione corale e musica d’insieme. è direttore del Coro Cantores Mundi dall’autunno 2014.


Soprani

Eugenia Barusco, Fulvia Campora, Michela Debiaggi, Chiara Francione, M. Teresa Marazza, Flavia Pezzotti, Delna Renolfi, Marina Serravalle, Fiorenza Zorzato, Ilaria Zuccaro


Contralti

Betty Bonola, Enrica Borelli,  Angela Cordì, Paola Ferracin, Antonella Gervasini, Cesarina Lunardi, Franca Mora, Simona Moroso, Anna Negri, Vittoria Novarino, Stefania Pizzato, Maurizia Tognin, Marianna Regis, Amalia Scarcella, Marilena  Scolari, Licia Stara 


Tenori

Stefano Aietti, Elio Balzano, Marco Bonino, Piero Caccia, Ernesto Marone Bianco, Filippo Rando, Dorino Riboldazzi, Paolo Sitzia, Enrico Veglio, Gianfranco Zambon                 


Bassi

Carlo Cavagna, Paolo Colombo,  Giuseppe Mezzera, Roberto Brandoni, Simone Bocca,  Filippo Paracchini, Valentino Pin, 

Johnny Ragozzi, Michele Regis, Giuseppe Sitzia, Riccardo Sogno